|
| |
Decimo
anniversario dell’Associazione Falco.
Era il 12 novembre 2001
quando nella sagrestia del vecchio edificio di culto di S.Emidio uno sparuto manipolo di coraggiosi poneva le basi
di una associazione che negli anni a venire avrebbe fatto
molto parlare di se. A guidarli un sacerdote lungimirante,
don Michele Austro, che apre loro le porte della chiesa e dà
piena disponibilità fino a divenire il presidente
dell’associazione, cosa del tutto inconsueta per i tempi.
Quel gruppo di sognatori si propone l’ambizioso obiettivo di
migliorare le condizioni di vita di tutti i cittadini
dell’area matesina e sceglie come proprio emblema il falco
la cui vista, dieci volte più acuta di quella umana, è un
monito ad essere attenti e vigilanti per avere un ambiente
più pulito e più vivibile. Da allora sono passati dieci
anni, tante cose sono cambiate a cominciare dalla sede che è
ubicata nel nuovo edificio di culto di S. Emidio, ma non è
cambiato lo spirito che anima i soci e i componenti del
direttivo, sempre pronti a sacrificare tempo e denaro per il
bene comune della collettività. In questi due lustri
l’associazione è cresciuta e si è sempre più radicata sul
territorio contrariamente a quanto molti pronosticavano e si
auspicavano, ed adesso rientra nel ristretto novero delle
associazioni indipendenti più attive sul territorio
regionale. Il raggio di azione del sodalizio si è
progressivamente esteso grazie al contagioso attivismo ed
alla grande caparbietà dei soci fondatori, che con il loro
entusiasmo hanno sensibilizzato molti cittadini alle
problematiche socio-ambientali.
Saverio Perrella, don
Michele Austro, Antonino De Siata, Alfonso Mainelli, Biagio
Perrella, Gianni Marro, Giovanna Perrella, Roberto Perrella,
Paola Romano, Giovanni Perrella, Mario Perrella, Liberatore
Natale, Ennio Manfredi Selvaggi, Domenico Perrella, Alberto
Carlucci, Sergio Perrella, sono alcuni degli artefici di
questo straordinario fenomeno. In particolare instancabile è
stato l’operato di Saverio Perrella, il vero centro
propulsore di tutte le attività e le iniziative del
sodalizio, sicuramente una persona senza la quale
l’associazione falco non sarebbe stata la stessa, anzi più
correttamente una persona senza la quale l’associazione
falco non “sarebbe stata”. Un movimento associativo lo si
può valutare dall’impatto che suscita tra la gente comune, e
certamente quello dell’associazione “Falco” è stato ed è
tuttora notevole. Basti pensare al numero dei soci che nel
giro di qualche mese è giunto a 200 per stabilizzarsi
attualmente ad oltre 500 unità, con un numero più che doppio
di sostenitori; basti pensare alle iniziative adottate, alle
tante battaglie portate avanti nell’interesse della
comunità.
L’attenzione dell’associazione si è rivolta
prevalentemente alle tematiche dell’inquinamento ambientale,
vigilando attentamente sulle attività di alcune aziende
insediate nel territorio, verificando con le autorità
preposte il rispetto dei parametri delle normative a tutela
dell’ambiente. Il colloquio con le istituzioni, non sempre
sereno, è stato da parte dell’associazione continuamente
improntato all’apertura e non alla difesa di posizioni
precostituite. Si è detto del simbolo, falco e non colomba,
perché quando occorre bisogna usare gli artigli, soprattutto
quando gli interlocutori istituzionali non collaborano, e
spesso il falco è stato costretto ad usare le sue armi
micidiali, cosa questa che sicuramente ha dato fastidio.
Diverse volte più di qualcuno ha infatti cercato di
imbrigliare l’azione dell’associazione falco fomentando
accuse strumentali quale quella di essere poco attenta al
problema occupazionale e di far chiudere le fabbriche. Uno
dei concetti basilari propagandati dall’associazione è al
contrario lo “sviluppo sostenibile”, quindi occupazione e
lavoro ma nel rispetto dell’ambiente, concetto questo di
difficile comprensione per molti amministratori pubblici.
L’associazione si è battuta molto anche per la raccolta
differenziata dei rifiuti, ha posto al vaglio della sua
attenzione la questione del digestore nella zona di Campochiaro, dell’ossidoriduttore a Vinchiaturo, della
turbogas a Termoli, dell’elettrosmog, dell’isola ecologica,
della sistemazione degli spazi per le pubbliche affissioni,
della sicurezza delle scuole, della sostituzione della rete
idrica in amianto, dell’eolico selvaggio. Sono stati
organizzati numerosi convegni pubblici e dibattiti di
approfondimento su tematiche socio-ambientali, sono stati
avviati contatti di collaborazione e condivisione con le
principali associazioni operanti sul territorio, ogni anno
vengono organizzate escursioni alla scoperta delle bellezze
naturali della nostra regione e di regioni limitrofe e da
ultimo si è investito molto nell’educazione ambientale
realizzando gratuitamente percorsi di educazione ambientale
e giochi educativi nelle scuole. L’associazione è stata
ospite della trasmissione “alle falde del Kilimangiaro”, è
stata ricevuta dai massimi organi di informazione regionale
e dai massimi organi istituzionali, provinciali, regionali e
nazionali, non ultimo il ministro dell’Ambiente Matteoli, ha
relazionato all’assemblea dell’Unesco nell’ambito del D.E.S.S. A fronte di questo attivismo si è imputato
all’associazione di essere politicamente schierata, accusa
totalmente infondata come si evince con chiarezza dallo
statuto, oltre che dall’inequivocabile atteggiamento di
tutti i soci fondatori, sempre equidistanti dall’una come
dall’altra parte politica. Si è anche cercato di tacciare
l’associazione di intransigenza, di eccessivo protagonismo e
di scollamento dalla realtà. Non si può ritenere la “Falco”
una associazione non equilibrata e non realista, ma anzi
esattamente il contrario, oltre ad essere una associazione
che “dice quel che pensa” e “pensa quel che dice”, cosa rara
in un panorama istituzionale che fa del trasformismo, della
diplomazia e del cerchiobottismo la sua esigenza primaria.
Non che non si possa distinguere all’interno
dell’associazione i falchi dalle colombe, ma il tutto in un
clima armonioso e rispettoso della dialettica democratica e
delle superiori esigenze comuni. Nella sua decennale storia
al timone dell’associazione si sono alternati don Michele
Austro, Valeria Fracassi, Liberatore Natale, Gianni Marro e
Alessio Papa i quali, coadiuvati dal Direttivo e dalla
storica consulenza di un gruppo di legali tra cui gli
avvocati Mainelli, Manfredi e Piparo, hanno egregiamente
governato l’associazione spendendo la propria faccia per il
bene comune. Tutti hanno rischiato qualcosa senza ricavarne
alcun vantaggio personale memori del monito del poeta Ezra
Pound “se un uomo non è disposto a rischiare qualcosa per le
sue idee, o le sue idee non valgono molto o non vale molto
lui”. E fin quando ci saranno persone ancora disposte a
rischiare per le proprie idee l’associazione falco non
passerà mai.
|