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Prot. nr.12 /16

Agli organi di informazione

La Falco conta e continua a contare, non si identifica in una sola persona, bensì in un gruppo solidale e compatto, seguito da numerosi soci.

In relazione agli articoli apparsi su una testata online il 18 e 25 maggio 2016, sono necessarie delle precisazioni, chiarimenti per chi non bene informato divulga notizie distorte e lontane dalla realtà.

Breve excursus storico. La Falco è un’Associazione fondata circa 15 anni orsono da un gruppo di cittadini volenterosi di impegnarsi nella tutela dell’ambiente ed in problematiche sociali più generali per la nostra collettività. Nel corso degli anni il sodalizio è cresciuto in inscritti e simpatizzanti, il che comportava una organizzazione più complessa e articolata. Successivamente diveniva Onlus, ovvero un’associazione di volontariato riconosciuta ed iscritta all’albo regionale delle Associazioni. Tale status fa gravare sul sodalizio una serie di incombenze burocratiche e obblighi le cui responsabilità ricadono esclusivamente sul rappresentante legale, che va ad identificarsi con il Presidente dell’Associazione. Trattandosi di volontariato non sussiste alcun obbligo di tenere in piedi una Onlus, ma essendoci arrivati a seguito di un lungo ed impegnativo percorso risulterebbe inopportuno ed in giusto, oltre che limitativo non continuare su questa scia. Orbene, al volontariato, in quanto tale, gli si dedica il tempo libero disponibile, che va a sommarsi a quello prestato dall’intero gruppo, per giungere a risultati apprezzabili, pertanto non è l’opera di una sola persona. Un sodalizio non si identifica nel solo presidente ma nell’intero gruppo che lo attornia, in un reciproco e più ampio concetto di collaborazione, di aiuto, di sostengo e di confronto. Quando si punta il dito sul presidente di un’associazione in realtà si va a coinvolgere l’intero gruppo ed il suo impegno di equipe, svolto peri il bene della collettività. Un’associazione non può mai essere affossata da nessuno, essendo il risultato di idee diffuse dove tutti si immedesimano. È un valore aggiunto che da pregio all’intera comunità dove tutti ne possono far parte ed impegnarsi per il bene comune. Da anni ormai, l’Associazione, al fine di ottenere risultati più incisivi, ha migliorato la sua azione nel perseguire gli scopi di cui si fa promotrice, che vanno a concretizzarsi prevalentemente in un atteggiamento collaborativo e propositivo nei confronti delle istituzioni pubbliche e gruppi sociali con i quali adoperarsi in impegni comuni. Significativa anche è l’azione svolta dalla Falco presso le scuole nel campo dell’educazione ambientale. Non sempre l’attività svolta dall’associazione appare sugli organi d’informazione, quello che conta è continuare l’azione nella quale si crede, anche senza pubblicità, è questo il segreto della sua longevità.

Bojano, 27/05/2016

 

Proposte per i futuri Amministratori. (file)

Questa associazione, in vista delle prossime elezioni comunali, ai fini di una implementazione della salvaguardia socio-ambientale, propone quanto di seguito specificato:

Raccolta differenziata e potenziamento isola ecologica.

1. Aggiungere almeno un giorno di apertura dell’isola ecologica in orario pomeridiano.

2. Fare in modo che presso l’isola ecologica ci sia la possibilità di conferire anche materiale edile di piccole quantità, raccoglitori di oli usati per la frittura casalinga, raccolta di pile e batterie esauste e farmaci scaduti.

3. Valutare la possibilità di ritiro del materiale RAEE e ingombrante a domicilio, tramite prenotazione, istituendo un numero di telefono al quale i cittadini possono prenotare.

4. Incrementare sul territorio comunale i contenitori per la raccolta di pile esauste e farmaci scaduti.

5. Posizionare sul territorio e soprattutto nelle piazze e negli spazi aperti (piazza Roma, piazza della Vittoria, parco giochi, monumento dei caduti, ecc.) dei raccoglitori di cicche di sigarette. Invitare anche i proprietari degli esercizi commerciali presenti sul territorio a posizionare all’ingresso dell’attività un contenitore per le cicche di sigarette.

Tutela del territorio e delle aree verdi.

1. Bonificare il territorio dalle discariche abusive anche tramite la collaborazione amministrazione/comitati/associazioni.

2. Istituire un protocollo d’intesa con le forze di polizia per un controllo più incisivo del territorio per la prevenzione/repressione di reati ambientali.

3. Promuovere un’assidua campagna di informazione pubblica atta a scoraggiare comportamenti illeciti di abbandono dei rifiuti, educare e sensibilizzare i cittadini al rispetto dell’ambiente e della cosa pubblica.

4. Fare propri i modelli di manutenzione del verde e delle aree urbane adottati e funzionanti in altre realtà cittadine italiane ed estere.

5. Posizionare sul territorio comunale raccoglitori per le feci dei cani e fare in modo che i proprietari raccolgano gli escrementi, prevedendo delle sanzioni alle eventuali trasgressioni, come già previsto dal progetto della polizia locale "Io non posso raccoglierla fate voi".

6. Istituire dei protocolli d’intesa con associazioni, comitati, attività commerciali e singoli cittadini per l’adozione/cura degli spazi verdi presenti nei centri abitati, presso le scuole, ecc.

Partecipazione alla vita amministrativa.

1. Far ripartire la consulta delle associazioni prevedendo la possibilità di esprimere pareri da presentare alle varie commissioni comunali su tematiche di carattere ambientale, sull’ istruzione e sui lavori pubblici, in un contesto più generale di partecipazione del cittadino alla vita pubblica, che preveda anche l’attività dell’osservatorio per i bisogni sociali.

Potrebbe sembrare che gli argomenti proposti siano di poca importanza rispetto alle aspettative attuali dei cittadini di Bojano, assillati da problematiche come quelle del lavoro. Tuttavia, riteniamo che quanto proposto possa contribuire ad una migliore vivibilità della nostra città.

L’Associazione, nella sua azione di volontariato, è disponibile ad una fattiva e costruttiva collaborazione. Nel porgere i più cordiali saluti, si coglie l’occasione per augurare a tutti buon lavoro, all’insegna di un democratico e leale confronto.

Il Direttivo

 

 

Prot. nr. 9 del  10 .08 .2015

Lettera aperta agli amici falco e simpatizzanti.

L’opinione della nostra associazione in merito ad alcune scelte di interesse pubblico non sempre è concorde con le decisioni intraprese da organismi istituzionali competenti. La politica dovrebbe prestare più attenzioni alle reali concrete esigenze territoriali finalizzate al benessere generale, che porta fattivi benefici anche di stabilità economica, evitando spese che appaiono lontane da siffatti obiettivi.

            Nella nostra Regione si chiude un ospedale in una zona fortemente disagiata, perché si dice che non possiamo permettercelo, ma si realizza una strada di 5,5 km al costo di circa 140 milioni di euro senza nemmeno sapere chi ci passerà. 25 milioni a km, ma si dice che sarà utile anche alla sede universitaria di Pesche, e non fa niente se non si investe nella ricerca e nel lavoro post universitario. La Regione Molise pare che abbia già speso ingenti somme per pagare i progettisti, e oggi chiede che sia dichiarata l’area di crisi. Ma se l’ Anas può, qui nel Molise, immaginare una simile, e completamente inutile, spesa, come si giustifica la dichiarazione di “area di crisi”? Si chiude la più grande azienda agroalimentare del centro sud, ma alle spalle dello stabilimento chiuso si realizza, senza alcuna razionale motivazione, una strada da 4 milioni di euro utilizzando fondi del Contratto d’ Area Molise Interno, finalizzati soprattutto alla creazione di posti di lavoro e non alle stranezze degli amministratori locali. La motivazione di una simile follia? Favorire la permanenza sul posto di un’azienda, la Solagrital, ormai in liquidazione coatta amministrativa, praticamente scomparsa. Considerando altresì che le suddette strutture vanno a modificare un assetto territoriale con ripercussioni anche di carattere ambientale, è da chiedersi, sono necessarie? A chi servono?  Creano occupazione?

Qualcuno ha una risposta per le migliaia di molisani che hanno perso il lavoro per mancanza di fondi e oggi vedono bruciare milioni di euro in queste follie? Possiamo sperare che almeno i circa 140 milioni per il lotto zero di Isernia e i 4 milioni di euro del terzo protocollo aggiuntivo del Contratto d’ Area Molise Interno siano indirizzati verso impieghi utili? O dobbiamo rassegnarci ad una insensata devastazione della nostra terra?  Non è possibile che nella nostra Regione si  possa realizzare una strada di 5,5 chilometri, assolutamente inutile, gettando al vento una somma pari a  circa la metà dell’enorme debito sanitario accumulato negli anni. Insomma, è ora che nel Molise si cominci seriamente a verificare se le istruttorie per opere gravanti sulla finanzia pubblica sono svolte in maniera opportuna, se, essendo ormai risalenti ad anni addietro, hanno mantenuto quella attualità necessaria, se vi sono concreti benefici per i cittadini e non solo per progettisti ed imprese. Altrimenti questa Regione non si risolleverà mai. Una strada di quella dimensione, costruita nel nulla, in un territorio a vocazione agricola, in una fase di piena deindustrializzazione, appare più l’ennesimo sperpero di denaro pubblico che un investimento per il futuro.

 Non occorre essere premio Nobel per l’economia per accorgersi che un’opera di siffatto genere - da queste parti, di questi tempi - è palesemente inutile.

Bojano, 10.08.2015

(File progetto)

                                      

Prot. nr. 2 del  05 .02 .2015

Oggetto: lettera aperta a soci e simpatizzanti FALCO.

Abbiamo da tempo imparato che molto spesso le informazioni, quelle serie, non le notizie di routine, vengono selezionate e/o manipolate per il grande pubblico. Spesso l’impegno di chi fa informazione è solo quello di compiacere o quantomeno di non dispiacere ai poteri forti.

Il pluralismo dell’informazione è un principio che nel nostro Molise “non ci azzecca”, tanto per usare un'espressione cara ad un nostro  corregionale.  E’ per questo che spesso si dà risalto eccessivo a fatti del tutto secondari o addirittura a non notizie e si sottacciono notizie  rilevanti per la vita della nostra comunità ma scomode per  i potenti di turno. Non stupisce allora che in una nota emittente locale si sia spesso visto il direttore divertirsi a mettere un cagnolino tra le braccia dell’allora presidente della regione.  Avremmo poco da  ridire  se  ciò  non fosse fatto a spese del contribuente  molisano. La stessa  emittente  non è stata altrettanto solerte nel divulgare notizie ben più rilevanti ma meno piacevoli per gli stessi politici al comando.

Tra tutte queste non notizie e notizie non date, nella nostra regione nel corso degli anni si sono progressivamente accumulate macerie in tutti i settori, da ultimo il problema delle biomasse; perché solo adesso tutto questo interesse dei media quando nella zona abbiamo tenuto una fabbrica diventata un termo combustore (Nuovo Molise 1.3.2003) e un colorificio in pieno centro abitato che ha comportato seri problemi? Dove era rivolto allora l’interesse della citata emittente? Dove erano le oltre 300 associazioni presenti nel nostro territorio? A sentir parlare della salute del cittadino, oggi, c’è da chiedersi seriamente che cosa è cambiato? Oppure chi è cambiato? Mi viene in mente un famoso proverbio penso molisano:”cambiano i suonatori ma la musica è sempre la stessa”.

Insomma, anche parte dell'informazione locale ha contribuito, significativamente, a questa involuzione culturale e sociale.

La nostra associazione è stata sempre una voce contro corrente e in tutti questi anni nessuno è riuscito a metterle il bavaglio o il guinzaglio.  Per saperne di più vi invitiamo a consultare il nostro sito cliccando sul questo link:

(come viene fatta l'informazione in Molise secondo la Falco.)

Per le persone che vogliono  approfondire gli argomenti, basta consultare la rassegna stampa e la cartella come viene fatta l’informazione nella nostra regione.

Il “sistema” di chi ci governa, tanto per ricordare una nota trasmissione televisiva “report”, andata in onda di recente sui canali RAI, è una vera e propria vergogna molisana e se vi va a “scavare” ulteriormente chissà quante altre se ne trovano. Un “sistema” di potere, di prevaricazione, di favoritismi …, tutto a discapito del cittadino onesto che vede privarsi di servizi essenziali, con tassazioni al limite della sopportazione, mentre il suo destino viene deciso a tavolino da una cerchia di soggetti che pensano solo a se stessi e soprattutto alla loro corsa al potere e alla ricchezza dimenticando così il bene della collettività, che fingono di interessarsene solo perché passino inosservate le loro malefatte lasciando intendere che lavorano per il pubblico. Ma che comunque vengono smentiti dai fatti. Altro detto molisano, giusto per rimanere in tema: quando un paziente collassato e già in sala rianimazione, la stessa equipe di medici che non lo ha saputo curare, portandolo a quelle condizioni, ora si fa avanti per salvarlo. Una riflessione è spontanea: ma se non sono stati capaci di fare qualcosa quando stava bene, cosa potrebbero fare adesso che versa in condizioni disperate, se non danneggiarlo ancora di più. Quali responsabilità ha chi non ha informato gli interessati delle sue condizioni al fine di dar loro il modo di intervenire prima e intentare altre soluzioni? A voi le conclusioni. 18.01.2014- Primo Piano molise - corruzione e inquinamento la Falco vuole un altro Molise.

 Monteverde 10 febbraio 2015                                                                      

   Il Direttivo

                                                                                 Associazione Falco

 

Parco del Matese?

Il Parco del Matese, progetto tornato prepotentemente alla ribalta, nel quale si vede gente affannata per conseguire il primato di promotore dell’iniziativa. Ma da chi proviene tanto accanito interesse? E, guarda caso, proprio adesso, quando la politica locale e regionale, scossa dalla reazione consapevole di una larga fetta della cittadinanza, si è vista costretta a cambiare direzione!

 Dalla sua costituzione ad oggi, la nostra associazione, con convinzione e coerenza, ha sostenuto il progetto Parco del Matese, ritenendo che il nostro sviluppo, quindi il benessere per tutti, non può prescindere dalla salvaguardia del territorio. Questa l’idea, sostenuta in ogni nostra manifestazione con la coerenza, che al pari del rispetto e della lealtà, ci contraddistingue. Proprio per mantenere la nostra piena indipendenza non ci siamo mai confusi con alcun colore e siamo sempre stati lontano dalle logiche di potere. Stile di vita, il nostro, che può essere sostenuto solo se realmente si tende al bene comune, superiore, non v’è dubbio, a quello strettamente personale, quindi egoistico.

 Del Parco del Matese se ne è parlato tanto, da oltre un decennio. Appena costituita la nostra associazione venne contattata per un suo coinvolgimento e aderì con entusiasmo, rendendosi parte attiva in numerose circostanze. Poi improvvisamente il progetto si arenò senza alcuna spiegazione da parte di coloro che erano stati delegati al coordinamento delle attività, composto anche da persone che, nonostante tutto, oggi, ahinoi, tornano, per così dire, “in trincea” e pretendono i “gradi” perché esponenti di associazioni nazionali. Ma dov’erano queste persone e le loro associazioni in occasione delle accese proteste, espresse anche con un presidio permanente durato alcuni mesi, contro la realizzazione della centrale a biomasse in Campochiaro? Qualcuno li ha visti? Noi no!

 Abbiamo appreso che di recente i soliti hanno nuovamente contatto in merito al progetto del Parco del Matese alcuni Sindaci dell’area, i quali -ovviamente- hanno mostrato interesse a riprendere l’iniziativa. Proprio perché crediamo nella strategicità della Parco, siamo seriamente preoccupati poiché non è possibile  che l’interesse collettivo possa  essere perseguito con  persone, quantunque “blasonate”, che non abbiano dato prova di coerenza, rispetto e lealtà. Così le cose, rivolgiamo un accorato appello alle Istituzioni affinché non vengano affidati compiti a chicchessia senza prima avere coinvolto quantomeno le associazioni territoriali ispirate alla tutela socio/ambientale.

 Bojano, 05.12.2014

                                                                                                                    IL PRESIDENTE 

                                                                                                                  (Antonino Desiata)

 

Risorsa idrica potabile.

            Bojano è definito per eccellenza il paese dell'acqua ed infatti il prezioso elemento caratterizza il luogo per la sua abbondante presenza.

          Numerose sono le sorgenti del posto che vanno ad alimentare il fiume più importante del Molise, il Biferno, l'unico interamente molisano, che si può dire che nasce proprio a Bojano.

          Questa caratteristica ha dato spunto alla Associazione Socio Ambientale Falco di abbracciare la possibilità di promuovere il convegno, a tema, dal titolo "la risorsa idrica rinnovabile", tenutosi venerdì 7 novembre presso la sala Colagrosso a Bojano.

          La circostanza è  coincisa con la presentazione dell'omonimo libro di Silvana Di Giuseppe. "

          Un argomento di grande attualità che in un prossimo futuro desta non poche preoccupazioni, ha esordito il presidente della Falco salutando la folta platea, dando cosi inizio al convegno...,  pensate che nel mondo oltre un miliardo di persone soffrono la sete per carenza di acqua  e numerose sono le vittime ogni giorno, soprattutto bambini.

          Noi possiamo definirci fortunati a vivere in zone dove questo bene primario, essenziale per la vita, è fruibile senza difficoltà. Il nocciolo dell'argomento odierno è proprio questo, come gestire questa risorsa nel miglior modo possibile, rispettando il suo ciclo  naturale....".

          In un contesto di tecnici e relatori di eccellenza che hanno dato spazio ad una costruttiva ed interessante discussione, l'evento, patrocinato dalla Falco e dal Comune di Bojano, ha avuto inizio alle ore 17,00 circa con i saluti del Presidente della Falco Antonino Desiata e l'introduzione ai lavori del dott. Angelo Sanzò, geologo, componente del Direttivo Nazionale Sigea.

          A seguire l'interessante relazione del prof. Natalino Paone, il quale in un excursus storico, dalle popolazioni autoctone, insediatisi proprio per l'abbondanza di questo elemento, alla grande abbondanza di piccole sorgenti (129) lungo il tratturo utilizzate durante la transumanza, ha fornito nozioni ed elementi di interessanti riflessioni cosi come l'intervento giuridico dell'Avv.to Italo Spagnolo Vigorita, Docente Universitario di Diritto Amministrativo, ne ha evidenziato l'attuale inquadramento legislativo, in particolare ai compiti ed alle competenze delle pubbliche amministrazioni in materia di acqua.

          Infine la dott.ssa Silvana Giuseppe, Geologo, autrice del testo, ha presentato il suo lavoro, rimarcando gli aspetti già trattati dai precedenti relatori e l'idea di fondo cui poggia la redazione del libro "L'ambiente naturale è formato da un insieme di componenti strettamente interrelati tra loro e mai scindibili nei loro meccanismi di causa-effetto. lo sviluppo antropico, cioè dovuto all'azione dell'uomo, non può prescindere dalla necessità di osservazione e rispetto del territorio e delle sue peculiarità e non è sempre possibile incardinare le necessità antropiche con gli aspetti e le componenti naturali da tutelare e salvaguardare. La natura è ed esiste indipendentemente dall'uomo.

          I suoi cicli sono millenari e non rapportabili alla media della vita umana, né, tantomeno, a quanto di storico possa essere costruito e, piaccia o no, la sola presenza dell'uomo sulla terra e, di fatto, un'interazione con essa e con i suoi cicli." Sono seguiti gli interventi del Sindaco di Campobasso, Antonio Battista, del Presidente di Molise Acque, Piero Neri, del Presidente Lega delle Autonomie Locali Molise, Filippo Poleggi e del Presidente Ordine Geologi Regione Molise, Domenico Angelone. Infine un breve dibattito con il pubblico presente, dove vari convenuti esponevano le proprie osservazioni sull'argomento trattato.

          E’ stato posto in evidenza l’annoso problema delle perdite d’acqua dalle condotte che la portano a destinazione, che, a tutt’oggi, non trova ancora una adeguata soluzione, solo sparuti interventi occasionali che comunque non risolvono il problema, che tende ad aggravarsi sempre di più, con sperperi enormi di risorse e soprattutto del prezioso elemento così vitale per l’esistenza dell’uomo stesso.

Bojano, 10.11.2014                                  

                                                                                                             IL PRESIDENTE

                                                                                                               Antonino Desiata

 

 

BIOMASSE: ALTRE DIECI DIETRO L’ANGOLO. L’APPELLO DELLA FALCO

 

            Sospese le autorizzazioni regionali dei due impianti a biomasse nella Vallata Matesina, la protesta continua giorno e notte, senza abbassare la guardia. “L’associazione Falco di Bojano - fa presente il suo Presidente, Antonino Desiata - già dal 2012 aveva presentato richiesta di documentazione relativa ai due impianti in questione. Il 7 aprile di quest’anno una delegazione dell’associazione si era recata presso l’Assessorato regionale all’Ambiente, in via Nazario Sauro, prima che il dirigente firmasse l’autorizzazione contro la quale oggi si combatte, esortandolo a non firmare!”

(Per chi volesse saperne di più, l’articolo del 2 maggio 2014 fa il resoconto di quell’incontro:

http://www.unmondoditaliani.com/impianto-biomasse-nella-vallata-matesina-la-falco-bacchetta-i-tecnici-dellassessorato-allambiente20140502.htm)

 

            Quando ci fu la protesta sulle eco balle che avrebbero voluto stoccare nella provincia di Benevento a ridosso dei confini molisani (Sepino), si formò un comitato spontaneo, compatto ed eterogeneo ma unito nella stessa lotta per contrastare questa iniziativa. La nostra associazione intervenne, anche allora, con forza in sostegno dei manifestanti con striscioni e gente al seguito.

 

            A protesta conclusa, con esito positivo, la Falco è stata invitata a festeggiare con gli amici di Sepino. In quell’occasione, il sodalizio matesino invitò a non disperdere le energie, a mantenere in vita il gruppo di protesta dell’epoca, invitando a riflettere sul fatto che tali iniziative scellerate non hanno mai fine, e possono ripresentarsi in qualsiasi momento. Come è stato. Per proteggere e salvaguardare il territorio, e quindi il nostro futuro e quello dei nostri figli, dobbiamo essere vigili tutti i giorni.

 

            Per questo motivo, rinnoviamo l’appello anche oggi a rimanere uniti agli amici del Comitato di Campochiaro e di Bojano che stanno difendendo il territorio dalle biomasse, estendendolo a tutta la Vallata Matesina, ai Sindaci, agli amministratori e a tutti i cittadini responsabili di Sepino, Cercemaggiore, Cercepiccola, San Giuliano, Guardiaregia, Campochiaro, Vinchiaturo, San Polo Matese, Baranello, Bojano, Colle d’Anchise, Spinete, San Massimo, Sant’Elena, Frosolone, Macchiagodena, Cantalupo, Roccamandolfi, Santa Maria del Molise, Castelpetroso.

 

            Significando che il problema non è solo della vallata matesina, ma di tutto il Molise; quando si evidenzia una criticità ambientale nella nostra Regione, che sia a Bojano, a Termoli, o Venafro,  è necessario difendere tutto il territorio, perché il problema che ne deriva è di tutti e ognuno di noi deve sentirsi responsabile, al di là di certi campanilismi che fanno il gioco di chi ci vuole divisi (divide et impera) Tant’è che, per chi non lo sapesse, se ne paventano altre 10 di centrali dietro l’angolo, aprano gli occhi i Sindaci del Basso e Alto Molise e vadano a visionare  i progetti di altrettante centrali a biomasse, che sono stati depositati presso le Attività Produttive della Regione Molise.

 

            Qualche funzionario potrebbe pure autorizzarli (non si sa mai!), qualcuno dei Sindaci interessati, probabilmente neppure sa della ipotesi di costruzione di tali impianti sul suo territorio! Per questo motivo occorre fare una coalizione dei Sindaci e non abbassare i riflettori a sipario chiuso sulla protesta di Campochiaro.

 

            La Falco chiede dunque, come ha già fatto in passato, a gran voce, una programmazione sensata del territorio, che precluda la possibilità di costruzione di qualsiasi impianto deputato alla distruzione della terra, dell’aria, dell’acqua. Se fossimo stati tutti un po’ più vigili, non saremmo arrivati così avanti nell’iter autorizzativo.  I fatti accaduti devono diventare un esempio, un messaggio, un chiaro spunto per una attenta vigilanza da parte degli amministratori locali per la tutela dell’intero nostro Molise, perché siffatti impianti rappresentano una seria minaccia per l’intero territorio e non si sa fino a che punto, una volta realizzati, possano essere gestii in maniera controllata: nell’area matesina, d’altronde, ne abbiamo avuto un esempio che è stato sotto gli occhi di tutti!

           

            “E’ ora di cambiare stile di vita - fa presente la Vice Presidente della Falco, Alessia ClementeIl territorio può dare più occupazione delle industrie (e in particolare quello molisano, col marchio di qualità delle sue produzioni, che l’associazione Falco ha chiesto ripetutamente negli anni a tutti gli assessori e referenti istituzionali che si sono succeduti nel tempo). E’ scritto nel territorio il nostro domani; il futuro, lo sviluppo, i posti di lavoro sono incastonati in questa terra che ci ospita! Quella delle biomasse è una vicenda emblematica, tipico esempio di quando la pubblica amministrazione fa più danni delle calamità naturali!”

 

Bojano 25-10-2014

                                                                               Il Direttivo

                                                                                                                     Associazione Falco

 

Inceneritori, leggende e scientifiche verità

Fonte LA STAMPA

File 1 - File 2

Scandalo Gam/Solagrital: dieci domande cui nessuno ha sinora risposto

ago 28, 2014
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La vicenda della Gam/Solagrital è, a nostro avviso, una delle pagine peggiori dell’autonomia molisana. Un buco nero di soldi pubblici che ha assorbito negli anni centinaia di milioni di euro dei molisani per ritrovarsi, ora, con impianti chiusi ed obsoleti, migliaia di famiglie sul lastrico, disperazione e miseria. La vicenda, cui l’arretrato mondo socio-culturale molisano e le elite familistiche al potere in regione sono riuscite sinora a mettere la sordina, è tornata di attualità in tutta la sua evidente drammaticità grazie al commissario alla spending review Cottarelli e al quotidiano la Stampa, con un ottimo e preciso articolo del giornalista Francesco Spini. Noi che da anni seguiamo la vicenda di Bojano crediamo sia giunta l’ennesima occasione di cercare la verità e di punire i colpevoli, gente che oggi ha il portafoglio gonfio e la cui individuazione, oltre ad un fattore di giustizia, potrebbe fornire un parziale ristoro dell’immenso danno economico creato. Ecco perché,nelle more di ulteriori approfondimenti che svolgeremo nei prossimi giorni, poniamo all’attenzione dell’attuale governo regionale o di chiunque possa o voglia risponderci dieci domande sul caso Gam. L’attuale governo regionale, va chiarito, ha ereditato un anno e mezzo fa una situazione già grandemente compromessa. Ma in questo anno e mezzo il governo del Presidente Frattura ha sostanzialmente accettato un’eredità devastante senza neanche chiedere il beneficio di inventario. Ha chiuso gli impianti, ha avviato un progetto, i cui contorni non sono chiari, di nuovo insediamento industriale dalla forma giuridica di cooperativa, ha cercato laddove possibile di saldare i vecchi debiti e di trovare strumenti di sostegno al reddito per i lavoratori ormai a spasso. Ma nel contempo ha cambiato solo dopo mesi i vecchi vertici di Gam, ha lasciato ad una liquidazione straordinaria solitaria la Solagrital, ha rimosso con grande ritardo i dirigenti di Gam, dopo che nessun lavoratore lavorava più. Non solo. Non ha nominato una commissione di inchiesta e non ha disposto una revisione dei conti degli ultimi anni. Non ha poi impugnato o contestato l’assurdo voto favorevole al concordato preventivo di Arena con cui Solagrital e Gam rinunciavano a 18 milioni di euro, per lo più forniture di polli mai pagati dalla società di Bojano quotata in borsa, un tempo di proprietà di Dante di Dario oggi in mano ad altri soci privati. Ed infine non ha avviato alcuna azione di responsabilità nei confronti dei vecchi amministratori, né alcuna misura di verifica del loro operato, dei loro compensi, dei loro risultati negli ultimi disastrosi anni. E allora la prima domanda delle dieci è rivolta proprio al governo regionale e al presidente Frattura.
1) Perchè?
Proseguiamo adesso con le altre nove domande, domande che rivolgiamo al governo regionale ma anche a chiunque sappia o possa risponderci
2) Perchè la Solagrital e la Gam hanno fornito il gruppo Arena senza pretendere il pagamento con garanzie tangibili o con pagamento allo scarico (come avviene in qualsiasi transazione commerciale al mondo) e hanno invece accumulato un credito di 40 (diconsi quaranta) milioni di euro?
3) Perchè la Regione Molise e gli organi sociali di Solagrital e di Gam (che sono società totalmente in mano alla Regione hanno votato favorevolmente alla proposta di concordato preventivo del gruppo Arena rinunciando così a 18 milioni di euro di crediti?
4) Perchè il consiglio regionale non è stato informato e/o non ha deliberato sulla rinuncia al credito, misura che equivale ad un regalo dei contribuenti all’Arena per ben 18 milioni di euro?
5) Che fine hanno fatto le merci consegnate dalla Solagrital al gruppo Arena e se sono state vendute, dove sono finiti i soldi?
6) Perchè la Regione Molise, per il tramite dello stesso Presidente Frattura, a fronte di un credito residuo di Solagrital/Gam di 12 milioni di euro rinunciano ad acquistare il marchio Arena (valutato dai commissari del concordato preventivo in 3,65 milioni di euro) con compensazione tra debiti e crediti?
7) Perchè non si è fatta fallire l’Arena, in modo da poter applicare la legge fallimentare e così verificare l’esistenza di eventuali reati commessi e connessi allo stato di insolvenza e così potersi rifare sui patrimoni personali delle persone che tali reati avessero commesso?
8) Perchè la Regione ha concesso la cassa integrazione in deroga ad 11 avventizi assunti il giorno stesso in cui sono stati posti in cassa integrazione?
9) Pagherà mai qualcuno per la distruzione di un impianto industriale di livello nazionale, l’impoverimento di un’intera zona del Molise, le vite spezzate e distrutte di migliaia di persone e la sottrazione ai contribuenti molisani di centinaia di milioni di euro?

Fonte www.informamolise.com

Marcia della Pace 2014

 

Verbale assemblea generale del 23/02/2014 (file)

 

Verbale nomina nuove cariche direttive del 21/03/2014 (file)

 

 

Messaggio del Presidente

DESIATA Antonino

 

Messaggio del Presidente uscente

 

PERRELLA Saverio

Alla fine del mio mandato di Presidente dell' Associazione Falco, nel ripercorre con il pensiero questi anni di attività, intensa e coinvolgente, voglio ringraziare, in primis, tutti gli amici del gruppo storico dell'associazione, la c.d. vecchia guardia, perché senza di loro non staremmo qui a parlare di ambiente. Nel corso della mia reggenza è iniziato un processo di allargamento e rinnovamento dei quadri dirigenti e della base associativa. Con emozione, pertanto, ringrazio gli amici associati che hanno raccolto l'invito a metterci la faccia nella lotta per una società migliore ed un ambiente veramente tutelato. Nella Falco non esiste corsa ai posti di comando, perché non esiste il “comando” nel senso deleterio al quale ci ha abituato la politica di mestiere. Esistono persone che dedicano molto del loro tempo al vero volontariato sociale, che, insieme alla solidarietà, costituisce il punto cardine del nostro sodalizio. Voglio, pertanto, indicare per nome gli amici che hanno dato la loro disponibilità ad un percorso, quale quello di dirigente dell' associazione, che sarà duro, complicato ma ricco di soddisfazioni così come sono stati i percorsi dei loro predecessori.

Ringrazio pubblicamente, pertanto, Roberta, Rossana, Stefano, Tonino, Marco, Felice e Pierpaolo, i sette nuovi volti nella compagine del direttivo,  ricordando loro  che non saranno mai soli nel nuovo impegno che li aspetta.

La Falco ha dato molto a questa Città e la Città ha sempre risposto con affetto e comprensione, partecipando alle iniziative. L' Associazione è un patrimonio di tutti perché opera nell'interesse di tutti, e questo sarà sempre il nostro primo scopo sociale.

 

LETTERA  APERTA

Le persone giuste al posto giusto.

 La nostra terra è meravigliosa, fosse solo perché è la nostra terra. Dobbiamo averne cura, perché è più preziosa di qualsiasi gioiello o altro bene materiale e non possiamo permettere a persone senza scrupoli, insensibili e opportuniste di gestirla scelleratamente a proprio piacimento. Un altro Molise è possibile? Certo, senza questi soggetti, è possibile far rinascere questa Regione.

 Perché torni la fiducia nel cittadino, una parziale soluzione, che servirebbe anche da monito, potrebbe essere quella di determinare tutte le responsabilità che hanno portato catastroficamente la Regione in crisi, individuare i responsabili, soprattutto quelli degli ultimi decenni e pretendere dagli stessi il risarcimento dei danni che hanno causato alla collettività, oltre alle responsabilità di altra natura che si ravviserebbero, senza prescrizione. Purtroppo è utopia, la vera giustizia è solo quella “Superiore”, ma costoro ignorano pure quella.

 Bisogna fare in modo che il popolo torni ad essere fiducioso verso la politica e le istituzioni e questo è possibile solo se si va ad eliminare il sistema c.d. “clientelare” e si mettono al posto giusto le persone giuste che prendono il proprio compito-dovere alla stregua di una missione e agiscono veramente per il bene collettivo, nel massimo rispetto dei beni e delle risorse pubbliche. In questo modo emergerebbero dati confortanti che farebbero venir meno lo scetticismo e la sfiducia anche per il futuro. Lo chiediamo fermamente perché bisogna dare speranza ai nostri figli, e questo è possibile solo se si lavora per una crescita comune e non individualista.

 Comunque noi della Falco vogliamo Credere nel meglio, e da quando l’associazione è nata nel lontano 2001 ci stiamo impegnando perché il meglio possa trionfare . E’ questa la ragione del nostro esistere. Siamo vicini, anche con azioni concrete, a quanti nella nostra regione  hanno a cuore la tutela dell’ambiente e la genuinità dei nostri prodotti.

 Un Molise dove tutti possono stare bene, un Molise dove vige la legalità, l’onestà, la correttezza e soprattutto la buona politica, questo è il Molise che noi vogliamo. Se questo non succede realmente con esempi concreti, qualunque messaggio venga divulgato sono solo parole  al vento e perdita di tempo. Fin da subito ce lo aspettiamo e chi di dovere si deve muovere per non far morire l’ultimo barlume di speranza.

Il Direttivo

 

 

 

Arte e Storia del Molise in un click

di Alessandro Cimmino

ultimo inserimento 22/10/2013

 

 

 

 

 

 

 

Seconda giornata ecologica 20/05/2013

Castellone di Bojano 

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Ultimo aggiornamento: 14-06-16